“L’odore del caffè nella cucina, la casa tutta piena di mattina e l’ascensore che non va…per questo e quello che verrà io canto”
Io no, io impreco. La Pausini e Cocciante cantavano, io mi mordo le labbra un “mannaggia” un po’ meno pacato…Ma loro avranno avuto quattro borsoni di spesa e due cestelli d’acqua da trasportare per quattro piani? Con un piede che fa male perchè la ragazza del supermercato gentilmente ha lanciato una cassetta indietro senza guardare dove, che è atterrata sul mio alluce scoperto dalle infradito. Ed io mi giro, vorrei urlare un “ma vaff” ma poi ZAC SORRIDO “No, nulla non mi ha fatto male grazie”.
Altrochè, un dolore, con indosso solo le infradito estive, anche se il cielo nuvoloso che mi ha fatto alzare dal telo sulla spiaggia non è proprio estivo… Ma io ZAC SORRIDO e penso – Pazienza uso questo giorno di ferie per sbrigare alcune commissioni con calma -Per questo mi trovavo alle tre al supermercato eppoi dritta a casa a posare la spesa.
Il tempo di scaricare i sacchi dall’auto che il vicino mi saluta a suo modo: ” E’ sua la macchina in seconda fila?” Sono quattro anni che abito in quel palazzo, mi avrà già visto altre volte in auto, no? Ma mi sta prendendo in giro, vuole dirmi forse qualcosa? Ma io ZAC SORRIDO “Sì scusi tanto, la levo subito”.
Ecco ora sono nel portone, ma vedo il famoso cartello “Rotto” sull’ascensore. Rotto chi? L’ascensore? Cerco di farmi forza. In fondo con due o tre giri, venti piani di scale e dovrei farcela, su iniziamo! Ecco che entra pure il belloccio del secondo piano “E’ sempre più abbronzata lei! Ci va al mare, eh? Fortunate voi donne!” E sale su sfoderando un sorriso da bagnino romagnolo. Mi avrà vista, stanca, sudata e piena di pacchi da trasportare a piedi da sola, io donna fortunata? Ma ZAC SORRIDO “Eh, eh, lei ha ragione, noi donne la sappiamo lunga”
Il mio lavoro al bar mi ha insegnato il ZAC SORRISO. Con i clienti non c’è altro da fare. Un bel sorriso finto di quelli che ti rimangono stampati per alcuni minuti ad incastro mandibola. E tutto a posto, mandare giù e sorridere. Anche con il capo quando, dopo che hai finito di controllare gli ordini del caffè, ti dice “Ma gli ordini dello zucchero, non li hai ancora iniziati?” Mi aveva detto quelli del caffè, giuro. “E no, avevo capito di iniziare dal caffè” E ZAC SORRIDO “Scusa ora li faccio subito.”
Solo i pochi che mi conoscono bene sanno come è il mio vero sorriso.