Corro veloce, sembro bipbip da tanta polvere riesco a sollevare. Poi come Aladino sul tappeto volante mi alzo in volo ed arrivo alla torretta della centrale telefonica. Le mie braccia diventano grosse e verdi come quelle di Hulk e staccano con un colpo secco tutti i fili. Mentre una luce si accende e si spegne improvvisamente si sente solo un “zzz”, no somiglia più ad un “azz”.
Scuoto la testa, guardo le braccia non sono più verdi. Sono nella cucina dell’ufficio con davanti un piatto, un coltello, una mela ed il mio cellulare che visualizza sul display “messaggio inviato”.
Mi alzo di scatto. No, non è possibile. Dopo gli ultimi errori mi ero ripromessa di farci più attenzione, di fare più lentamente.
Mi vedo sprofondare. Sono viola, sto gonfiando. Ora sto per scoppiare. Mi manca il respiro. Mi sento avvolta da tante bolle di sapone. Ora scoppiano. Una dopo l’altra.
Riprendo a respirare. Afferro il cellulare e scorro i messaggi salvati nella cartella inviati, mi fermo a quello delle 16.30 e guardo il destinatario. Antonio.
No, l’ho fatto veramente.
Calma. Respira lentamente.
Rileggo il messaggio, magari non è poi così grave. Certo, cosa vuoi che si possa scrivere in un breve messaggio. No, gli sms erano tre concatenati. C’è spazio per tutto. Per un lungo messaggio.
Un lungo messaggio di testo che iniziava con ” Ciao Mary, io tutto bene. Su Antonio che dirti…”
Ecco probabilmente non dovrò più dire niente.
Addio Antonio.
Se telefonando
Marzo 9, 2008 di elucy