Dallo Zingarelli: “Piccolo rettile eurasiatico e africano dei Lacertidi, che ha il corpo coperto di scagliette minutissime, il capo di placche ossee, la coda sottile facilmente rigenerabile e la lingua bifida.”
Io distinguo la lucertola dal geco non solo per la forma più affusolata e minuta, per le zampe meno evidenti e muscolose, ma da come scappa.
Mentre il geco fa alcuni passi piuttosto veloci e calcolati eppoi si ferma mimetizzandosi nell’ambiente ed aspettando la contromossa o il momento migliore per spostarsi più lontano, la lucertola che vive sempre nascosta fugge all’impazzata istintivamente.
Non valuta neppure se quella mano vuole farle una carezza o catturarla, le sa già che da quella mano non bisogna aspettarsi nulla. Lo sa per natura e per esperienza.
E’ sfuggente, e più fugge, lo sa, più attrae coloro che vogliono misurarsi con le proprie capacità. Inizia un gioco, un gioco odioso ma inevitabile. Non sa fermarsi la lucertola.
E così quell’animale istintivo, pauroso, misterioso inizia ad essere lo scopo di un inseguimento.
A volte qualcuno si stanca prima di catturarla, qualcun altro, dopo eccitanti tentativi, la prende tra le sue mani e, a quel punto, sentendo inspiegabilmente calore da quel freddo rettile e trovandosi spiazzato, la butta per terra, non prima di averle tagliato la coda.
La coda ricresce. Il cuore no. La paura è sempre più grande. La fuga sempre più veloce.
Lo sapevo che prima o poi saresti tornata… Anche se oramai leggo veramente pochissimo, il tempo per leggere il tuo ci sarà sempre. Un abbraccio
F.