C’era un orso che viveva tranquillo e solitario in una tana. Mangiava, dormiva e, ogni tanto, si fermava a fare due parole con gli altri abitanti del bosco.
Qualche volta si perdeva ad osservare una farfalla colorata che volava sopra gli alberi, tra quelle parti. Non sembrava essere di quell’ambiente, forse era emigrata per sbaglio dai tropici. Era molto diversa dall’orso, ma lui la osservava incuriosito.
La farfalla divertita da quel buffo orso iniziò a volare più basso, vicino a lui, finchè cominciarono a giocare insieme, tra lo stupore, l’allegria e l’approvazione degli altri animali.
Ma la diversità della farfalla e la perplessità dell’orso su quel esserino troppo delicato per il bosco fecero presto scemare i primi entusiasmi, ed appena la novità arrivò in quel verde, l’orso cambiò idea.
Un importante personaggio del circo fissò il suo tendone nel bosco e con due sorrisi e due complimenti convinse l’orso a far parte dello spettacolo.
L’orso iniziò con il cercare meno la farfalla, trascorreva molto tempo nel circo senza raccontarle mai quello che faceva lì dentro. Talvolta, quando era in gruppo con gli altri animali e c’era anche la farfalla, riportava entusiasta di applausi ricevuti, ed invitava la farfalla, la quale si sforzava di farsi vedere contenta per lui anche se non condivideva il suo nuovo modo di divertirsi, ad entrare a vederlo esibire.
Un giorno la piccola farfalla entrò da un buco nel tendone durante lo spettacolo, per cercare di condividere quelle atmosfere tanto raccontate dall’orso ma, nonostante lo sforzo, si sentiva estranea; al momento degli applausi, poi, tutte quelle mani che battevano forte furono per lei solo fastidio ed anche pericolo di essere colpita ed uccisa.
Volò veloce fuori pensando tristemente che con l’orso non avrebbe più potuto condividere nulla.
Quella stessa notte un violento temporale invase il bosco, la farfalla non trovò riparo in tempo e bagnò le sue colorate ali, finendo a terra.
I tuoni ed i lampi non facevano nel frattempo dormire l’orso nel tendone, ormai passava diverse notti lì dentro. Il pesante orso, innervorsito dall’insonnia, si alzò e seguì una musica proveniente da fuori. Buttò la pesante testa oltre una fessura e riconobbe a terra la piccola amica in difficoltà.
Corse sotto la pioggia, raccolse con tutta la delicatezza possibile la farfalla e se la mise al petto cercando di asciugarle le ali e riparandola dall’acqua.
Al mattino, svegliandosi, l’orso bruno vide la farfalla colorata volteggiare sul suo muso stuzzicandolo ad alzarsi.
Non è neanche da dire che nei giorni seguenti gli animali del bosco videro spesso l’orso passeggiare tra gli alberi con l’allegra farfalla sulla testa.
Chi passava di là cercando il tendone del circo si fermava prima, incantato dalla scena dell’orso e della farfalla che, incuranti degli sguardi, continuarono a divertirsi insieme per molto molto tempo.
L’orso e la farfalla
Marzo 29, 2008 di elucy