Per giorni ho dovuto discutere se con il passare degli anni si impara a spogliarsi delle cose o se è ancora importante accumulare. A parte che ho ben poco da cui spogliarmi, ed una tosatura, nonostante il caldo, mi pare esagerata, oltretutto ho un bellissimo pelo e non si tocca…ma poi Lei ed il Signor Fabio Volo (altro sostenitore della teoria dello spogliarello) hanno bisogno di fare tutto sto casino per qualche pallina raccolta per terra?
Mi piacciono le palline, che c’è di male?
Ne trovo ovunque in giro per strada, sotto le automobili parcheggiate, nel cortile del palazzo (quelle penso anche di sapere a chi appartengano, o meglio, appartenessero).
Quelle da tennis sono le più facili da collezionare, ne ho già sette, mentre le palline magiche mi danno sempre dei problemi.
Sono più difficili da trovare, devo sbattermi di più per rincorrerle, mi cadono dal terrazzo e spesso finisco per farle a pezzettini. Devo pur sfogare lo stress su qualcosa, no?
Poi ci sono quelle di plastica con tutti i colori, i disegni ed i personaggi delle favole. Queste fanno subito colpo ma poi mi annoiano e finiscono dimenticate in qualche angolo del terrazzo.
Dire però che questa mia passione stia diventando una mania mi pare esagerato. Dopo tutto mi pare solo la prova del mio spirito indipendente e risoluto: non ho mai visto sborsare da Lei un solo euro per una pallina, me le procuro da solo.
Ma tutta la questione palline e spogliarello si è risolta la scorsa notte quando L’ho trovata con la faccia rivolta in su a scrutare il cielo.
Lei camminava lentamente dietro di me nel buio della strada guardando fisso in su.
Eravamo belli da vedere passeggiare insieme: una che avanzava con il naso per aria e l’altro che fiutava polvere con il naso per terra. Lei cercava una stella cadente, io un’altra pallina da aggiungere alla mia collezione.
Ad un certo punto un sussulto, un urlo rompe il silenzio e Lei si blocca “eccola, eccola”, eppoi sospirando un sorriso beota chiude un attimo gli occhi, dice “fatto” e ondeggia leggiadra verso casa.
Almeno io quando trovo una pallina non faccio tutte ste scene, stringo i denti e corro veloce al portone.
Fatto sta che non mi può più prendere in giro per la mia passione della caccia alle palline.
Alla fine, uomini e cani non sono poi così diversi: guardiamo in direzioni differenti ma cerchiamo tutti la stessa cosa.
Su e giù
Agosto 14, 2009 di elucy
Bellissima questa visione “dal basso” della ricerca della felicità! Ha ragione quella meraviglia di cane quando dice che la felicità è una pallina: una cosa che rotola via facilmente, che va rincorsa, che ha molti aspetti e che una volta trovata va portata a casa senza esitazioni!
))))
Aloha