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Archive for febbraio 2010

Avevo appena detto addio a Chiara, Federica, Mario, Piero, Renzo e pure a Maria.
Non sono più tra loro, sfogliate le pagine, scorrete il dito ma non mi troverete.
Le signorine del telemarketing non mi avranno più nei loro database, non sono più nella fettina di torta dei clienti Telecom, sarò quello spicchiettino “altro” colorato di solito di grigio.
Poi feci per digitare login e password della mia mail, errato. Ridigita, errato.
Avevo perso pure il diritto di essere una chiocciolina.
Iniziava a salirmi l’ansia, composi Laura Bò su google in cerca di rassicurazione, ma Laura non c’è. Laura non c’è. E’ andata via.
Facebook già da tempo aveva sparso la voce in giro sulla mia non-esistenza. Neanche nell’etere c’erano tracce o prove della mia forma di essere vivente.
L’agitazione mi fece correre di qua e di là in cerca. Una pallina impazzita che rimbalzava sui muri.
Cercai le amiche che potessero confermare la mia esistenza, ma Ironia era a letto con l’influenza, Dolcezza era in vacanza, Risata aveva avuto un incidente, nulla di grave ma era sotto osservazione per cautela.
Scesi giù di sotto e vidi quella doppia corsia di cognomi attaccata vicino al portone, ad ognuno corrispondeva un drin, bip, bee, trin, li suonai tutti fino ad eseguire la sinfonia di Beethoven, quella che compose per la cantante tedesca così amabile, ma non trovai il mio.
Non esistevo nemmeno sul citofono.
Angosciata risalai in casa e mi diressi in bagno.
C’era una torre di Pisa con qualcosa dentro, in una giornata storta mi sembrava il posto più opportuno dove metter mano.
Estrassi da lì una matita nera, me la rigirai tra le dita per un po’, poi iniziai a tratteggiare sulla palpebra chiusa. Lentamente sentivo la punta della matita toccare le ciglia avanti e indietro.
Una linea nera si stava disegnando sulla pelle.
Aprii l’occhio fissando lo specchio, e mi vidi.
Bentornata Laura.

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