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Archive for marzo 2010

Quando per educazione ti ho salutato
a provarci con me non ti ho autorizzato

Fatti più in là

Se per gentilezza ho anche sorriso
tutta la sera davanti non volevo il tuo viso

Fatti più in là

Mentre mi parlavi da tutt’altra parte volgevo il mio sguardo
se non te ne sei accorto è proprio vero che sei tanardo

Fatti più in là

Quando ti ho risposto “sì sì che ridere, che buffo”
avrei voluto dirti “togliti tu e il tuo assurdo ciuffo”

Fatti più in là

Mi farei mettere perfino in quarantena
pur di non vedere più la tua camicia oscena

Fatti più in là

Quando mi hai sussurato nell’orecchio dolci parole
non ho certo pensato ad una nostra futura prole

Fatti più in là

Appena mi hai sfiorato con la mano il ginocchio
ho pregato Dio “toglimi sto ranocchio”

Fatti più in là

Il tuo numero di cellulare mi hai dettato
ma non hai visto che sul telefono non l’ho digitato?

Fatti più in là

Verso fine serata il passaggio in auto ho rifiutato
non ti è venuto in mente che mi hai nauseato?

Fatti più in là

Adesso che si sta avvicinando il mio ragazzo
sarebbe più saggio toglierti … ….. !

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Appena arrivata, la sentii dire “scendi”, “forza, giù subito”.
Bè non sembrava tanto convinta di potermi urlare così, infatti aggiunse subito “ho appena cambiato il telo della poltrona”, come per giustificarsi.
Eh sì, perchè è difficile mandare via dal proprio posto. Politici, imprenditori, grandi o piccoli, e capofamiglia in generale, se ne stanno da quarant’anni incollati alle loro poltrone, stringono forte i braccioli, e lei viene a fare la morale a me? Dolce cagnolino di neanche cinque anni?
Ogni tanto, mentre trotterello per la città, osservo gli uomini.
Sapete io vado ovunque:passeggiate, negozi e locali notturni.
Sono stato nella Milano da bere, in Francia, in Spagna ho toccato le acque gelide dell’oceano; sono salito sulle scale mobili e in funivia, ho visitato le oasi di Ferrara e ho corso nella neve della Valle d’Aosta; sono stato alle sagre, ad un concerto jazz, ai raduni di artisti in strada e nei ristoranti più trendy.
Insomma io gli uomini li conosco bene.
Intorno a me, in ogni luogo zampettato, vedo tanti signori avanti con l’età ma con l’occhietto sveglio e il passo bello svelto, che vogliono attirare sguardi e far parlare ancora di sè, che tengono verità e vanità in mano.
Potrebbe non essere una cosa brutta se non fosse che, abbagliati da così tanta luce, ci fossero uomini quarantenni spenti, insicuri e tremolanti.
Una specie da proteggere, ma non in via di estinzione.
Non abituati a compiere scelte, assumersi responsabilità, in cerca ancora dell’approvazione paterna negata. Obbligati a cercarsi uno spazio lontano o a vivere di notte, a perdersi nei vizi della rinuncia.
Mentre comodi in poltrona, non scendono i loro vecchi amati padri che tengono strette ancora le chiavi di casa.
Mi domando cosa sarebbe successo se ogni tanto quei tanto compiaciuti, ed apparentemente sicuri, signori fossero scesi dalle loro poltrone per sedersi sul divano insieme a loro figli bambini, non per elargire ordini o critiche ma per insegnare la passione per le cose e consolare dei primi inevitabili errori.
Ormai tutti conoscono la mia storia. Sono nato senza conoscere mio padre e sono stato violentemente separato da mia madre per essere abbandonato nel primo bidone della spazzatura. Quando ho conosciuto la mia coinquilina, ero piccolo e spaventato, ma già piuttosto autonomo e risoluto, almeno questo racconta lei.
Non voglio dire nè credere che bisogna per forza attraversare esperienze dolorose e drammatiche per crescere meglio. Basterebbe forse osservare più in basso di se stessi, là tra il mio mondo animale.
Ogni tanto vedo volare velocemente diverse specie di uccelli che con il becco pieno portano cibo ai lori piccoli ben difesi nei nidi, ma appena le ali della nidiata sono ben sviluppate, eccoli spinti fuori a fare i loro primi voli.
La mattina poi mi soffermo ad osservare le buffe anatre che si spostano da una sponda all’altra del torrente. In perfetta fila indiana con l’anatra grande davanti ed i piccoli dietro sorvegliati con la coda dell’occhio da debita distanza.
L’altra sera invece ho visto una scena orribile alla TV. Alcuni piccoli di una specie di pinguino, che compivano i lori primi giri da soli, sono stati catturati ed uccisi da grossi uccelli predatori davanti ai loro genitori. Pensate non sia stato uno strazio per loro assistere impotenti a quella scena?
I tigrotti vengono scossi velocemente dalla collottola per insegnargli quando sbagliano, poi leccati affettuosamente sul muso per ridargli fiducia e quindi spinti sul sedere affinchè vadano a misurarsi con la savana, pur sapendo che, sebbene tanti, gli insegnamenti dati ai piccoli non sono sufficienti a garantire loro sicurezza e felicità.
Non si tratta di istinto animale, di minore capacità di amare, di mancanza di legami indissolubili. Noi animali abbiamo è vero molte qualità e sentimenti in meno di voi umani, comprese tre cose che forse ci rendono più facile il corso naturale della vita: vanità, arroganza e mania di possesso.
Ora scendo dalla poltrona e vado a farmi una bella passeggiata tra le oche.

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