Feeds:
Articoli
Commenti

Archive for giugno 2010

Lei dice che devo tutto a Toby, nonno Toby.

Capirei di più mi dicesse che devo tutto a Lei. Ma Lei non mi ha detto mai che sono stato fortunato, che è grazie a lei che sono uscito da quel canile. Anzi, quando è in buona, mi riempie di grattini e mi dice “Quanto sono stata fortunata quel giorno”. Quando la faccio arrabbiare (ma non le viene in realtà la rabbia, forse anche Lei ha fatto il vaccino), mi dice “Maledetto il giorno in cui ti ho incontrato”, ma la vedo che sorride e lo dice solo perchè le piace Verdone.

Quindi non capisco perchè ogni tanto mi guarda e mi dice “Se non ci fosse stato un Toby probabilmente tu ora non saresti qui con me”, eppoi aggiunge “Non te la prendere è per tutti così, se non ci fosse stata una July non avrei avuto un Toby”. Ma poi chi è Toby, non l’ho mica capito? Mio nonno? Allora, iniziamo con ordine, che mi si sta annodando il pelo dalla confusione, chi sono Costoro?

Scavando nel passato (scordammoci u’ passato qui non vale) della mia coinquilina sono venuto a conoscenza che la sua casa da piccola era proprio una gabbia di matti. Pare fosse sempre piena di giocattoli, bambini, feste, pop corn, nutella, coriandoli e animali: gattini salvati dalla strada, uccelli caduti dai nidi, criceti, pesci, cani, quaglie, tartarughe e pure lumache (ora solo cani e gatti, Lei dice che gli altri animali è meglio stiano nel loro Habitat).

Un giorno entrando in quella casa, si stupì perfino un veterinario di quella zoofamiglia. Purtroppo quel giorno il citato veterinario si portò via, senza vita, July, l’anziana zitella Shitzu della tribù. La mia coinquilina pianse tre giorni di fila e anche dopo non si poteva citare il nome July ma neppure le parole cane, morte, guinzaglio, pappa e, non so perchè, perfino caffelatte, se non si riaprivano le sue fontane oculari.

Sapete, July con un lungo pedigree inglese fece ingresso in quella casa quando la mia coinquilina era ancora nella pancia di sua madre. Pare che la Signora al settimo mese di gravidanza andò a prendere la cucciolina viaggiando in treno con la prima figlia di nove anni fino a Torino e vendendo una delle proprie sterline. Come spesso accade, la bambina destinataria del regalo peloso si stufò presto della novità e così July divenne la fedele compagna della mia coinquilina. Ci sono foto a testimonianza del fatto (cose da far intervenire le assistenti sociali): neonata di poche settimane e cagnolina di pochi mesi nella culla insieme, nel fasciatoio insieme, nel passeggino insieme (qui intanto erano passati i mesi), sul divano e sul letto insieme (qui gli anni), nel cortile e in spiaggia (cagnolina nascosta in una grossa borsa di paglia all’ombra).

July le mangiò parecchi giocattoli, la signorina non aveva proprio un bon ton inglese in cambio aveva un caratterino da zitella. Riuscì a far scappare un’ospite dopo averle mangiucchiato i sandali-gioiello nuovi e costrinse la nonna della mia coinquilina a cercare per tre giorni nella popò le perle della collana divorata.

Quando dopo tredici anni di vita insieme July morì, la mia coinquilina non voleva più saperne di cani. Passarono invece solo alcuni mesi quando la mia coinquilina butto lì “Perchè non ci prendiamo un cane al canile?”, fino a che la frase divenne più ripetitiva.

Arrivò così Toby, un problematico e tozzo cane biondo di circa un anno, con un passato ingombrante e una forte personalità, che portò non poco caos nella famiglia. Vocione e abbaio insistente, Toby non amava le scale, gli accendini, i motorini, le auto scure, gli altri cani maschi, i gesti bruschi ed improvvisi. La mia coinquilina, tornando da scuola, andava a casa a prenderlo per recarsi insieme a pranzo dalla nonna che lo chiamava il duce per come stava affacciato alla finestra, ma che poi gli dava gli avanzi del piatto di nascosto.

Insomma, Toby fece di quella famiglia il suo harem per diciasette anni, ammorbidendosi ogni giorno di più, grazie soprattutto alla sorella di mezzo della mia coinquilina che se ne prese molta cura quando la mia coinquilina cresciuta cambiò città e casa.

Quest’ultima cosa penso la scombussola ancora un po’ dentro, penso sia per questo che quando fu il momento di portare nonno Toby in fin di vita dal veterinario, la mia coinquilina insistette per andarci lei e accarezzarlo accompagnandolo nei suoi ultimi respiri.

Questa volta però la mia coinquilina non disse niente, già sapeva, e dopo qualche mese, in quel agosto 2005, arrivò da me e mi portò a casa nostra.

Dice che sono il più bello, buono e intelligente. Ma che la personalità di Toby  è ineguagliabile e che l’immagine di July e lei bambina è indelebile.

Ora ho capito, alla fine è Lei che deve qualcosa a noi, anzi a me. E direi di iniziare da subito, ad esempio aprendo intanto quella scatola di biscotti speciali che ho addocchiato sul frigo e muoviamoci, per favore, che il bello, buono e intelligente cane non ha tempo da perdere!

Read Full Post »

VOLTAFACCIA

 

Dal codice penale – titolo IX Bis – Delitti contro il sentimento per gli animali.

Art. 727. – (Abbandono di animali). – Chiunque abbandona animali domestici o che abbiano acquisito abitudini della cattività è punito con l’arresto fino ad un anno o con l’ammenda da 1.000 a 10.000 euro.
Alla stessa pena soggiace chiunque detiene animali in condizioni incompatibili con la loro natura, e produttive di gravi sofferenze.

Read Full Post »