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La prova del 9

Dopo lunghe discussioni giornaliere:

“Qualsiasi cosa dica o proponga mi sembra non ti vada bene o non ti piaccia. Non sei d’accordo su niente. Mi sa che sei un po’ bastian contrario. Eh, ti piace solo contraddirmi?”

“No, non è vero.”

Natale 2013

Ai suoceri la confezione di prodotti tipici piemontesi, ai miei genitori la nuova macchina per il caffè (quella che hanno fa un caffè pessimo), a mio marito un cellulare nuovo (quello che ha è quasi rotto), alla mia amica Daniela il nuovo kit per il ricamo (sta facendo un corso di cui è entusiasta), a mia sorella la nuova caraffa ecologica (ha letto un articolo sulla distruzione del pianeta che l’ha colpita molto), alla vicina la composizione floreale, alla mia collega quella agenda in cuoio (è un po’ di tempo che si dimentica tutto), a mio figlio Giacomo il mini tablet (ce l’ha già il suo amico Andrea) invece a Luca la nuova pista playmobil (l’ha vista al compleanno di Filippo).

Natale 2014

Ai suoceri i biglietti per lo spettacolo teatrale (voglio essere più affettuosa e personale con loro), ai miei genitori la nuova griglia da giardino (quella che hanno fa un sacco di fumo), a mio marito la nuova camicia (la più bella l’ho rovinata con il ferro da stiro), alla mia amica Daniela la maglietta per la boxe (ha detto che ora si deve muovere di più e far uscire la sua aggressività repressa), a mia sorella la padella cuoci senz’olio (ha letto un articolo sui grassi della frittura che l’ha molto colpita), alla vicina una stella di Natale, alla mia collega la mini lampada USB (è un po’ di tempo che non ci vede bene), ai miei figli Giacomo e Luca un cucciolo di Cavalier King Charles Spaniel (alcune mie amiche lo hanno preso ai loro figli e dicono che è il cane ideale in appartamento e con bambini).

Natale 2015

Ai suoceri una confezione di prodotti tipici toscani (lo spettacolo l’anno scorso non è piaciuto), ai miei genitori il nuovo microonde (quello che hanno ha troppe funzioni e non lo usano bene), a mio marito il portachiave nuovo (il suo l’ho perso con chiavi incluse!), alla mia amica Daniela un libro sull’autostima (sta seguendo un seminario per tirarsi un po’ su), a mia sorella una confezione di creme al latte d’asina (ha letto un articolo sulle proprietà di questo ingrediente che l’ha molto colpita), alla vicina una pianta grassa, alla mia collega una confezione di miele (è un po’ di tempo che è un po’ sbattuta), ai miei figli Giacomo e Luca un bel acquario con tanti pesciolini tropicali che non sporcano! (il cane lo abbiamo dato via…ma quanti peli sul divano…)

Basta.

Spegnete le luci di Natale.

I cani non sono regali da incartare e mettere sotto l’albero, e disfarsene prima di Pasqua.

Anche gli altri animali.

Continuate a regalare tablet, smartphone e playstation.

I canili delle vostre città hanno moltissimi cani in cerca di una nuova casa. Tutto l’anno.

Fate un regalo, a loro, per SEMPRE.

Buon Natale da Cosmo

Pop Racc

Giallo

Andy stava tornando a casa quando vide la luce della sua cucina accesa.

”Ho dimenticato di spegnerla prima di uscire, sto proprio diventando vecchio” neanche il tempo di finire il pensiero che la luce si spense.

Accelerò il passo che dalla stradina del cortile conduceva al portone.

”Ecco i ladri, me lo aspettavo, stanno svaligiando tutti”

Arrivò al citofono e suonò varie volte, aspettò un po’ giù, poi si fece coraggio e salì le scale.

La porta era chiusa, estrasse le chiavi e le infilò nella toppa della porta, giravano.

Entrò in casa, tutto sembrava in ordine. Aprì il cassetto dove teneva la pensione: c’era tutta.

Si ricordò a un tratto della sua collezione di piatti dal mondo appesa in cucina.

Varcò la porta e spostò velocemente lo sguardo sopra il tavolo: eccoli lì tutti perfettamente in ordine sul muro.

Si avvicinò al mobiletto, aprì la finestra e  si affacciò a guardare le luci delle case intorno.

Gli avevano rubato la libertà.

Blu

Andy stava tornando a casa quando vide la luce della sua cucina accesa.

”Ho dimenticato di spegnerla prima di uscire, sto proprio diventando vecchio”  neanche il tempo di finire il pensiero che la luce si spense.

Accelerò il passo che dalla stradina del cortile conduceva al portone.

”Ecco i ladri, me lo aspettavo, stanno svaligiando tutti”

Arrivò al citofono e suonò varie volte, aspettò un po’ giù, poi si fece coraggio e salì le scale.

La porta era chiusa, estrasse le chiavi e le infilò nella toppa della porta, giravano.

Entrò in casa, tutto sembrava in ordine. Aprì il cassetto dove teneva la pensione: c’era tutta.

Lì vicino un vecchio portachiavi, pensò un attimo poi prese una chiavetta a e si diresse giù per le scale.

Aprì la cantina: sci, bici, passeggino. Tutto. Aveva subaffittato il suo posto ai vicini.

Richiuse la porta e chiamò l’ascensore.

Gli avevano rubato i ricordi.

Rosso

Andy stava tornando a casa quando vide la luce della sua cucina accesa.

”Ho dimenticato di spegnerla prima di uscire, sto proprio diventando vecchio”  neanche il tempo di finire il pensiero che la luce si spense.

Accelerò il passo che dalla stradina del cortile conduceva al portone.

”Ecco i ladri, me lo aspettavo, stanno svaligiando tutti”

Arrivò al citofono e suonò varie volte, aspettò un po’ giù, poi si fece coraggio e salì le scale.

La porta era chiusa, estrasse le chiavi e le infilò nella toppa della porta, giravano.

Entrò in casa, tutto sembrava in ordine. Aprì il cassetto dove teneva la pensione: c’era tutta.

Tirò un sospiro, poi accese la luce del salotto. Andò lentamente verso il mobiletto, dal vetro si potevano intravedere tutti i suoi 33 giri.

Si lasciò cadere sulla poltrona, prese il telecomando e accese la televisione.

Gli avevano rubato la passione.

Verde

Andy stava tornando a casa quando vide la luce della sua cucina accesa.

”Ho dimenticato di spegnerla prima di uscire, sto proprio diventando vecchio” neanche il tempo di finire il pensiero che la luce si spense.

Accelerò il passo che dalla stradina del cortile conduceva al portone.

“Ecco i ladri, me lo aspettavo, stanno svaligiando tutti”

Arrivò al citofono e suonò varie volte, aspettò un po’ giù, poi si fece coraggio e salì le scale.

La porta era chiusa, estrasse le chiavi e infilò nella toppa della porta, giravano.

Entrò in casa, tutto sembrava in ordine. Aprì il cassetto dove teneva la pensione: c’era tutta.

Si sfilò la giacca e la appese nell’ingresso. Riguardò le foto incorniciate sulla parete e si diresse in camera da letto.

Da un cassetto di uno dei due comodini tirò fuori un cofanetto. Lo aprì e lo richiuse velocemente.

Quindi si adagiò sul letto e rimase al buio.

Gli avevano rubato la speranza.

Messaggio in bottiglia

La tua vita danzerà nel futuro come le onde di questo mare
che si susseguono ora lente ora incalzanti verso la battigia.
Si muoverà, talvolta, con la corrente
ma come l’orizzonte che vedi sarà infinita di possibilità.
Ospiterà lussuose navi da crociera e piccole barche di pescatori
e sarà ricca di pesci, alghe e conchiglie.

La tua vita sarà maestosa come in inverno è questo mare
e umile come la schiuma che bagna la riva e si ritrae.
Toccherà terre sconosciute, laggiù, e sbatterà testarda su questi grossi scogli
ma si nutrirà sempre dei sogni nascosti tra le onde.
Si colorerà di tutte le sfumature del blu
senza perdere il suo salato.

La tua vita custodirà misteri in fondo al cuore come i fondali di questo mare
e alzerà idee e pensieri con la forza delle maree.
Si macchierà di olio, forse, e si riempirà di futili cose
ma si irradierà di amore con il tocco del sole.
Cullerà le zattere e si ornerà di vele
e sarà conforto per chi è accaldato dal giorno.

La tua vita cambierà chi ti sarà accanto come i pezzi di vetro ben levigati da questo mare
che non tagliano più e che ho raccolto di tutti i colori per te.
Terrà a galla ricordi, abitudini e tradizioni
ma si rinnoverà di ambiziosi progetti con l’arrivo dei fiumi.
Si illuminerà delle nuove speranze dei fari sui moli
e si rasserenerà al lieve sciabordio sui sassi.

Questo mare è un piccolo stagno di fronte alla tua vita
se la tua vita sarà limpido riflesso della tua anima.

Ia ia o!

Vorrei essere un’aquila per scrutare da lontano ciò che voglio e sapere afferrarlo al volo

Vorrei essere a volte, ahimè, uno struzzo per poter nascondere la testa ai mille problemi

Vorrei essere ai concerti una giraffa per sbucare tra le teste e ritrovare il palco

Vorrei essere una coccinella e posare tanta fortuna sulle manine dei miei amori più grandi

Vorrei essere una talpa quando spegnere il cellulare non basta

Vorrei essere una tartaruga e vincere la fretta della lepre

Vorrei essere un canguro e saltare senza sensi di colpa da una cosa all’altra

Vorrei  rispondere alle domande più idiote nel modo più giusto: vorrei essere un lama.

“Ritornerai lo so ritornerai
e quando tu sarai con me
ritroverai le stesse cose che
tu non volevi vedere intorno a te
e scoprirai che nulla é cambiato
che sono restato l’illuso di sempre.
E riderai quel giorno riderai
ma non potrai lasciarmi più
Ti senti sola con la tua libertà
ed é per questo che tu ritornerai
e scoprirai che nulla é cambiato
che sono restato l’illuso di sempre. ”

B. Lauzi

Io non vi avevo salutato, non l’ho voluto fare, sapevo che non era finita lì.

E anche se non sono un cane da tartufo o da ricerca…ho trovato la password…a presto!

cosmo

Santissime

– Ha già deciso come chiamarlo? – chiese l’ostetrica

– Sì Alberto – rispose prontamente la gestante

– Alberto, festeggia l’onomastico il 15 novembre. Sa io li so tutti gli onomastici, chieda, chieda pure. Vuole sapere san Paolo, è il 29 giugno, San Diego è il 13 novembre, San Matteo è il 21 settembre, San Tommaso è il 28 gennaio… sono tutti stati miei fidanzati – disse la simpatica ostetrica ridacchiando

– Io ho scelto Alberto perchè è l’unico santo a non essere stato un mio ex! –